Cosa è onde

Una sfida eccitante si dispiega di fronte a noi: portare nel nuovo millennio una cultura che attraverso sinergie con le nuove tecnologie, Internet e multimedialità innanzitutto, porti sempre nuovi vantaggi e soddisfazioni ad ogni soggetto attivo o passivo della globalizzazione informativa, commerciale e produttiva che stiamo vivendo.

A titolo esemplificativo, pensiamo che un primo passo verso la realizzazione della piena felicità di ogni nostro utente sia l'internamento, la tortura e la successiva eliminazione fisica di chiunque possa introdurre le espressioni "nuovo millennio", "sinergie", "Internet", "multimedialità" e "globalizzazione" tutte insieme in una unica frase.

Onde nasce come moderna rappresentazione della dicotomia contenitore-contenuto che ha accompagnato il progresso dell'uomo durante tutta la sua evoluzione.
L'uomo delle caverne sapeva ben distinguere tra una pelle cucita senza buchi e una pelle cucita con dei buchi quando, dopo due chilometri di strada a piedi, scopriva di dovere nell'ordine tappare il buco, camminare per altri due chilometri, riempire di nuovo l'otre alla sorgente e farsi gli stessi due chilometri per la terza volta.
In questo caso sicuramente il contenuto è buono. Tutta la disquisizione sta sulla efficacia del contenitore.
All'estremo opposto abbiamo le onde elettromagnetiche: contenitore di informazioni molto buono, in quanto adattabile a pressoché ogni esigenza (a parte il trasporto dell'acqua, motivo per cui l'uomo delle caverne non ha mai inventato la radio) ma solitamente utilizzato per trasmettere quello che i professionisti del broadcasting definirebbero "residuo biologico dal non gradevole stimolo olfattivo e cromaticamente assimilabile a noce massello". Vale a dire, merda.

Un contenitore viene sempre utilizzato per il trasporto del suo contenuto attraverso una qualche forma di distanza. Una distanza che può essere vista nelle cinque dimensioni in cui viviamo. Una distanza nelle prime tre dimensioni quando vogliamo spostare oggetti o informazioni da qui a lì. Oppure una distanza nella quarta dimensione, il tempo, quando riponiamo nella cassapanca i vestiti invernali. O ancora una distanza nella quinta dimensione, il caos, quando ci vengono a trovare degli amici e ammonticchiamo nello sgabuzzino quel sottobosco di libri, riviste, scatole, graffette, fogli di carta, ciotole, fette di pane ammuffito, robe appiccicose e calzini usati che costituisce l'humus della nostra casa.

Onde. Le onde non trasportano materia. Anche le onde del mare non muovono l'acqua di un millimetro né in avanti né all'indietro: la portano su e giù. E poi su e giù. E ancora su e giù. Dopodiché su e giù. E dopo... siamo sicuri che avete afferrato il concetto.
Le onde trasportano unicamente energia. In genere energia di due tipi: l'energia che si ricava moltiplicando forza per spostamento e l'energia spirituale. La IPA (International Physics Association) e la IRSA (International Religions & Sects Association), o meglio i loro avvocati, ci hanno spiegato che nessuno di questi tipi di energia è in realtà oggetto della nostra attività. Anzi, hanno ribadito il fatto che si tratta di campi di studio già ben definiti e regolamentati e che non hanno alcun bisogno di "nuovi concorrenti che vengano a rompere i coglioni". Parole loro.
Per questo, ma non solo per questo naturalmente, noi ci occupiamo delle onde in quanto contenitori e quindi veicoli di informazione. Niente materia, quasi niente energia e tuttavia vogliono e possono dirci qualcosa.
L'esatto contrario di una campagna elettorale.

Si può distinguere contenitore e contenuto? Certo, ma siccome il discorso così partirebbe male, facciamo finta di no. Il contenitore nasce o dovrebbe nascere in vista del contenuto e il contenuto finisce inevitabilmente per essere influenzato dal contenitore nel quale viaggia.
A questo punto potremmo domandarci come mai i televisori non siano di ceramica con asse, copriasse e lo scovolino al posto del telecomando. Ma lasceremo perdere per le ipotesi che già abbiamo citato.

I documenti all'interno di una azienda, le comunicazioni interne ed esterne, le brochure pubblicitarie, i disegni tecnici, in breve tutta l'informazione che fluisce attraverso ogni organizzazione umana (e anche aliena, per quello che ne sappiamo) è inevitabilmente influenzata dal modo in cui viene trasmessa dal mittente al destinatario. Non stiamo parlando solamente di velocità, accuratezza ed economicità della trasmissione, ma anche della PRODUZIONE e della SOSTANZA dell'informazione trasmessa. Se un progettista disegnasse con cioccolata fusa su bucce di banana sarebbe ben difficile che riuscisse a produrre qualcosa di decente, è ovvio. Ma quanti sanno che succede lo stesso con AutoCAD?
Se per inviare un fax si usasse un grosso timbro sulla fronte di un fattorino quanto tempo ci vorrebbe per spedire un fax? E quanto dovremmo pagare un fattorino calvo? Ovviamente non si fa. Ma perché tante aziende usano ancora fax cartacei, che per tanti versi hanno ancora le limitazioni di un timbro sulla fronte?
E perché tante aziende hanno ancora manager che fanno di tutto tranne i manager? Lo sanno queste aziende i soldi che perdono ogni giorno perché questi rompiscatole si occupano di ciò che piace loro invece di lasciare i giusti lavori alle giuste persone? Ad un nostro esperto basta una occhiata per individuare le magagne più grosse in un flusso di informazione. E un dentice per metterla a posto. Come dire: se avete una pescheria non caccerete una lira.

Alla fine di questa eterogenea accozzaglia di illazioni quello che vorremmo fosse chiaro nella mente del nostro potenziale cliente è che egli si trova ancora nello stato di cliente potenziale, quindi non tutto è perduto. Coraggio!